12-01-2009

Fotovoltaico, nel 2008 la microgenerazione corre

Milano, 12 gennaio – Se non è boom non si sa come chiamarlo. Da 6364 impianti in esercizio al 9 gennaio 2008 si è saliti oggi a 24367; da 63 MW installati alla stessa data si sfiorano oggi i 300 MW (297,6 per la previsione). Sono i numeri del fotovoltaico in Italia la forma di energia rinnovabile a più alto profilo mediatico nel nostro Paese. Non ci sono ancora dati sulla produzione nello stesso periodo (un dato fondamentale, vista l'imprevidibilità dell'energia solare a terra), e sono difficili da calcolare in quanto il Gestore del Sistema Elettrico, che ha l'incarico per legge di fornire dati statistici in merito, ha appena messo a disposizione il suo rapporto che si ferma alla fine dello scorso agosto. Elaborando però i dati disponibili si possono fare alcune osservazioni interessanti che vanno al di là delle cifre incontestabilmente lusinghiere. Innanzitutto, una tendenza che avevamo già rilevato un anno fa si è rafforzata: la rimodulazione degli incentivi introdotta dal Nuovo Conto Energia (NCE) ha spinto a concentrare l'attività sugli impianti di piccola e piccolissima taglia (i famosi tetti fotovoltaici). Il 97 per cento delle installazioni a NCE è infatti di dimensioni inferiori a 20 KW, e il 56 per cento inferiore ai 3 KW. I dati aggregati, che comprendono anche la “coda” degli impianti autorizzati in base agli incentivi del Vecchio Conto Energia (VCE), vedono il dati dei piccoli/piccolissimi al 92 per cento, riflettendo la non penalizzazione dei quelle tariffe nei confronti di medi e grandi impianti. Altri dati relativi alla coda del VCE confermano questa particolarità: il migliaio circa di impianti VCE installati nel 2008 ha portato da solo circa 85 nuovi MW fotovoltaici, mentre ce ne sono voluti 17.000 NCE per apportarne circa 140. Dal punto di vista strettamente delle prospettive della microgenerazione da fotovoltaico, quindi, il 2008 è stato un anno importante, con un'evoluzione che ha regolarmente sorpassato le previsioni del GSE (penalizzato anche dal fatto che l'NCE ha spostato l'iter autorizzativo alla fine della realizzazione degli impianti, per cui si trova senza strumenti previsionali certi), sia in numero di impianti che di potenza. Fattori di questo accelerazione progressiva sono stati fino a luglio la crescita impetuosa e apparentemente inarrestabile del prezzo del petrolio, che ha spinto molti a “buttarsi” sul fotovoltaico domestico e che per i tempi tecnici ha avuto riflessi sino ad autunno inoltrato. Nell'ultimissima parte dell'anno un'altra spinta è venuta poi dal fatto che nel 2009 l'NCE prevede un taglio del 2 per cento degli incentivi su nuovi impianti. Girata la boa del 1 gennaio, che c'è da aspettarsi ? Cosa succederà sul fronte del “carburante” del mercato fotovoltaico, ossia i finanziamenti bancari coperti dalla cessione dell'incentivo, è un mistero. Per ora non si hanno notizie di restrizioni nelle erogazioni di credito, ma è chiaro che se la tendenza europea alla riduzione degli incentivi al fotovoltaico proseguirà (apripista sono stati Germania, con meno 25 per cento, e Spagna, con meno 35 per cento) e si estenderà all'Italia, la “bancabilità” del fotovoltaico (ricordando che gli incentivi non sono rivalutati in base all'inflazione) soffrirà. Le fonti fossili sembrano anch'esse aver subito un ridimensionamento di prezzo duraturo, e con esse i prezzi dell'energia elettrica. Sul fronte “positivo” per il fotovoltaico c'è il calo atteso nei prezzi dei pannelli fotovoltaici, innescato da diversi fattori, in primis quello della sovracapacità produttiva in tutti gli stadi della filiera fotovoltaica dovuta alla crisi economico-finanziaria globale. E' troppo presto per capire se questa riduzione dei prezzi sarà sostenuta da una contemporanea discesa dei costi derivanti da innovazioni tecnologiche, per esempio l'aumento della produzione di pannelli a film sottile. Sul fronte microgenerazione, comunque, il film sottile probabilmente non porterà a grandi effetti, in quanto si tratta di tecnologia conveniente per ora in impianti di grandi dimensioni e a basso rendimento, come e applicazioni su grandi edifici commerciali. I produttori di moduli in silicio cristallino potrebbero essere costretti ad abbassare i prezzi comunque, ma ci potrebbe anche essere un effetto contrario, di segmentazione dei prezzi in base alla taglia dell'impianto che penalizzerebbe i “tetti fotovoltaici”. Inoltre, c0è da tenere presente che se i prezzi dovessero scendere troppo a costi stabili, potrebbe venire a mancare l'incentivo alla ricerca industriale a e all'allargamento della capacità produttiva. Secondo gli analisti, se il prezzo dei moduli (i componenti elementari dei pannelli) dovessero scendere dagli attuali 4 dollari/W a 2,6 dollari/W (cifra possibile entro fine 2009), i produttori lavorerebbero in perdita. Per cercare di capire come si evolveranno le cose, la cosa migliore da fare è sorvegliare le notizie di chiusure di impianti di produzione in Cina. Per capire invece il futuro prossimo del fotovoltaico in Italia, la cosa migliore da fare è partecipare alla terza edizione delle Giornate della Microgenerazione, organizzata dal settimanale e-gazette.it e da Updating, in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano il 18 e 19 febbraio prossimi presso il Centro Congressi della Camera di Commercio in Via Meravigli 9/b. La prima giornata sarà interamente dedicata alla microgenerazione da font rinnovabili, con l'intervento in qualità di speaker di rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni del settore e delle aziende.